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Targa Prova Novità: Cosa devi sapere se sei Autoriparatore o Rivenditore

Un argomento che negli ultimi giorni sta tenendo sulle spine molti Autosaloni, Rivenditori Auto e professionisti del settore automotive riguarda le novità sulla così detta targa prova. Vi anticipiamo subito che, per ora, sono state bloccate le sanzioni nei confronti di chi utilizza targhe prova anche su veicoli già immatricolati ma sprovvisti di copertura assicurativa, ma andiamo con ordine.

Targa di prova: in attesa di un parere definitivo

Il Ministero dell’Interno, infatti, aveva fornito un’interpretazione abbastanza restrittiva per quanto riguarda la circolazione dei veicoli con targa di prova. Mettendo, dunque, in allarme sia Autoriparatori che Rivenditori di auto usate. Tuttavia, l’ultima parola spetterà al Consiglio di Stato e ci sarà ancora da attendere prima di avere un quadro definitivo.

 Come sono andate le cose fino ad oggi?

Scopriamolo insieme!

Cos’è la Targa Prova

Proviamo a rispondere utilizzando lo strumento migliore che abbiamo a disposizione: il Codice della Strada. Secondo l’Art. 98, al comma 1:

Per “I veicoli che circolano su strada per esigenze connesse con prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento” non è obbligatoria la carta di circolazione.

Per tali veicoli è necessaria un’autorizzazione concessa dal Ministero dei Trasporti, ovvero: la Targa Prova.

L’esenzione, quindi, interessa tutti quei soggetti che hanno la necessità di effettuare collaudi su strada a veicoli non ancora pronti per l’omologazione e la vendita!

O almeno così sembrerebbe sul piano formale.

Qual è la prassi consolidata sulle targhe di prova?

Negli anni è stato fatto largamente uso della Targa Prova anche da parte di soggetti diversi da quelli menzionati espressamente nell’art.98.

Officine, autoriparatori, concessionarie e rivenditori indipendenti.

Lo scopo?

Collaudare veicoli in riparazione o manutenzione, oppure, destinati alla “vendita usato”!

Tale prassi è sempre stata vista come legittima, in quanto il Codice della Strada non la vieta espressamente. E ha ottenuto nel 2006 anche la conferma da parte della Motorizzazione.

Tuttavia, c’è chi la pensa diversamente.

Targa Prova Novità: Come si è espresso il Ministero dell’Interno

Questo il parere del Ministero dell’Interno, datato 30/3/2018:

“La Targa Prova si può utilizzare solo sulle auto nuove, da immatricolare. Si può circolare con targa di prova anche su veicoli già immatricolati per effettuare prove tecniche, però essi devono essere in regola con assicurazione e revisione.”

Nulla di nuovo, se si considera anche un’analoga sentenza della Corte di Cassazione del 2016.

Per i rivenditori di auto usate e per gli stessi autoriparatori, però, la situazione si complica. Viene così posto un veto alla prassi di circolare con targa prova con auto già immatricolate ma ormai prive di assicurazione e/o revisione, per semplici test e collaudi.

In questi casi le sanzioni previste sarebbero parecchio elevate. E la responsabilità penale e civile per eventuali incidenti ricadrebbe non solo sull’officina ma anche sul proprietario del veicolo.

L’ultima parola ora spetta al Consiglio di Stato

Le polemiche avverse al parere del dicastero non hanno tardato ad arrivare. La critica che è stata mossa dagli operatori di settore riguarda gli effetti pregiudizievoli per l’attività economica in questione. Subito dopo il parere controverso del Ministero dell’Interno è intervenuto il Ministero delle Infrastrutture, che si è mostrato più possibilista sulla circolazione con Targa Prova di auto immatricolate.

La decisione finale spetta ora al Consiglio di Stato, chiamato in causa dai due dicasteri.

In attesa di una pronuncia, sono state pertanto bloccate le sanzioni nei confronti di chi utilizza targhe prova anche su veicoli già immatricolati ma sprovvisti di copertura assicurativa!

Seguiremo gli sviluppi della vicenda con grande interesse e vi terremo informati!

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